Arriva un altro ritiro alla vigilia dell’ultima tappa della Coppa del Mondo, quello di Amanda Lightfoot, che ha deciso di lasciare il biathlon all’età di 35 anni. Arrivata al biathlon quasi per caso, dopo essere stata soldato in Iraq e spinta a provare uno sport, la britannica si è immediatamente innamorata di questa splendida disciplina, che è diventata la sua vita, ha lavorato tanto per migliorare arrivando a gareggiare in Coppa del Mondo con continuità.
In carriera è riuscita a partire in 116 gare di Coppa del Mondo, partecipare a due giochi olimpici, ottenere una top venti in Coppa del Mondo, proprio quest’anno ad Anterselva, e tante belle soddisfazioni che lei stessa ha ricordato in un lungo messaggio di addio, al quale ha immediatamente risposto Hanna Öberg, che si è allenata assieme alla britannica quando Lightfoot era seguita da Pichler, allora anche allenatore della Svezia.
Nel suo messaggio Lightfoot ha dichiarato amore eterno al biathlon: «Dalla prima volta che ho messo gli sci ai piedi, poco prima del mio 20esimo compleanno, non sapevo quanto questo sport mi avrebbe preso il cuore! Nel corso degli anni ho stretto grandi amicizie da tutto il mondo, ho avuto degli allenatori fantastici che hanno creduto nel mio potenziale e mi hanno spinto a raggiungere i miei obiettivi!
Che carriera… sono così orgogliosa del livello che ho raggiunto dopo aver iniziato questo sport così tardi nella mia vita e del percorso che ho impostato affinché la prossima generazione di atleti britannici possa mirare a questi obiettivi.
Ora è il momento di salutarci e annunciare il mio ritiro.
Sicuramente non mi rendevo conto di quanto sarebbe stato difficile o di quanto abbia assolutamente amato e rispettato questo sport per così tanti anni. (Sto letteralmente piangendo mentre scrivo).
È strano perché questo sport è tremendamente duro, fa male da morire, spingi il tuo corpo al limite assoluto, ma allo stesso tempo è anche fantastico e ti fa desiderare sempre di più.
Questa settimana qui a Oslo sarà la conclusione perfetta della mia carriera sportiva nel biathlon.
Quindi rimanete sintonizzati giovedì per vedere in diretta la mia ultima gara sprint».
Quello di Lightfoot è l’esempio di grande passione, quella che l’ha spinta a trasferirsi a Ruhpolding per allenarsi con continuità, lasciando la sua Gran Bretagna, che l’ha portata in Svezia con Pichler e a lavorare insieme all’allenatore italiano Ilario Maddalin, suo compagno, per far crescere il movimento britannico.
Biathlon – Arriva un altro ritiro: lascia la britannica Amanda Lightfoot

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