Cala il sipario sulla stagione dello sci di fondo, con i Campionati Italiani in scena a Dobbiaco, a chiudere in bellezza una stagione ricca di soddisfazioni e bei segnali in casa Italia. Tra le tante personalità accorse a seguire da vicino quest’ultimo appuntamento non mancava Markus Cramer, direttore tecnico della nazionale azzurra di sci di fondo e condottiero dell’Italia lungo tutta la stagione. Il tecnico tedesco, già proiettato ai prossimi obiettivi, risponde alle domande di Fondo Italia, proprio mentre sulla pista si prendono la scena le ultime mass start della rassegna altoatesina che sancisce la fine dell’inverno italiano degli sci stretti. Molti i temi su cui Cramer mette in evidenza la propria opinione: dai risultati raccolti tra Coppa del Mondo e Mondiali, passando per la crescita dei giovani, il gap con le altre nazioni più blasonate e la programmazione dell’importantissima stagione delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.
Si chiude una lunga e impegnativa stagione. Qual è il suo bilancio guardando ai segnali arrivati dalla Coppa del Mondo e dai Mondiali di Trondheim?
“Abbiamo avuto un inizio di stagione difficile, perché abbiamo avuto qualche problema con i materiali. Perché con il divieto del fluoro è ancora complicato trovare le soluzioni giuste. Ma poi dal Tour de Ski ha iniziato ad andare molto bene per noi, con diversi buoni risultati individuali. Alla fine Pellegrino è stato quarto nella classifica generale, quindi è stato un ottimo Tour de Ski. La preparazione per i Mondiali è stata altrettanto buona e devo dire che specialmente riguardo ai Mondiali sono molto contento dei risultati. Eravamo ben concentrati e molti dei nostri atleti erano nella loro forma migliore. Abbiamo vinto un argento e sono arrivati due risultati molto vicini ad altre possibili medaglie, con Pellegrino nello skiathlon e con la team sprint maschile. Sicuramente queste altre due medaglia sarebbero state belle per noi, ma ora guardiamo al prossimo obiettivo che sono le Olimpiadi e spero che riusciremo a fare bene anche lì. Ma ripeto, sono molto contento dei risultati ai Mondiali, perché c’erano condizioni difficili lì e sono state due settimane molto dure”.
Anche al femminile la stagione ha dato importanti risposte. Cosa ne pensa?
“Gli atleti hanno fatto un lavoro davvero ottimo, anche le donne sono cresciute molto e dunque sono molto contento di questa stagione al femminile. Un passo dopo l’altro stanno migliorando sempre di più, anche le più giovani come ad esempio Maria (Gismondi, ndr). E’ stata sedicesima nella 50 km, la sua prima 50, e poi anche la top 10 a Oslo è stata davvero molto buona. Ma penso anche alle altre ragazze nella team sprint di Lahti. E’ arrivato un 5° posto, ma il podio era molto vicino. Ora le ragazze hanno capito che è possibile salire su quel podio”.
L’impressione è che la sua volontà sia quella di avere fondisti sempre più completi e capaci di competere su ogni tecnica e format di gara.
“Voglio degli ‘allrounders’, questo è sempre il mio obiettivo. Provare a spingere gli atleti a fare tutto: skating, classico, gare distance, sprint. Perché così avremo più opzioni per competere e per me è chiaro che se sei bravo nelle sprint, allora devi migliorare nelle distance per essere migliore anche nelle sprint. Pellegrino è un buon esempio di questo, perché era ed è un ottimo sprinter ma è migliorato molto anche nelle distance. Ma vale anche per gli altri atleti, con Graz e Barp abbiamo degli ottimi allrounders, possono fare tutto e sono migliorati in tutto. E non è una cosa che riguarda solo noi, basta guardare le altre nazioni. In Norvegia prima avevano la squadra sprint, ma ora non c’è più e tutti gli atleti possono fare tutto. Lo stesso vale per le donne svedesi, come Sundling e Dahlqvist che sono molto forti nelle sprint ma hanno fatto anche la 50 km ai Mondiali, per migliorare anche nelle sprint. Questo deve essere il nostro obiettivo, anche con gli atleti più giovani. Non devono fare solo gare sprint o solo gare distance, ma devono farle tutte e sono sicuro che cresceranno”.
Quanto è stato invece importante il Team Milano-Cortina 2026 nel traghettare gli atleti verso la Coppa del Mondo?
“Abbiamo visto che è una squadra molto importante, in questa stagione abbiamo avuto alcuni atleti da questo team che sono venuti con noi in Coppa del Mondo o ai Mondiali facendo subito dei bei risultati. Quindi lo step dal team Milano-Cortina alla squadra di Coppa del Mondo è stato più facile per loro. Ora per me il prossimo step è l’anno prossimo, ma dobbiamo pensare anche al futuro più lontano, al 2030. Atleti come Gismondi, Carollo e altri giovani l’anno prossimo faranno grande esperienza e dei bei risultati, ma sono sicuro che il loro momento per fare risultati al top sarà il 2030”.
Come sta pianificando l’avvicinamento alle Olimpiadi di casa?
“Non cambierà molto nei raduni e nei metodi di allenamento. Continuerò su questa linea, anche se ovviamente ci saranno delle piccole cose che proveremo a fare meglio. Dobbiamo analizzare la situazione e comprendere che ora siamo più vicini alle nazioni migliori, ma in alcuni parziali dobbiamo ancora migliorare. Ad esempio nel ‘double poling’ abbiamo fatto grandi passi, ma quando in una mass start ci avviciniamo al traguardo, abbiamo ancora qualche problema a rimanere agganciati ai migliori. Sono piccole cose, ma adesso gli atleti sono molto motivati e un passo alla volta ci avviciniamo. Sicuramente penso che l’anno prossimo possiamo vincere una o due medaglie. Penso che sia possibile e lavoriamo per questo”.
Avete già discusso le composizioni delle squadre per il 2025/26? Quando si prevedono gli annunci ufficiali?
“Si certamente. In particolare qui a Dobbiaco ho avuto molti colloqui con i vari allenatori e gli atleti, per capire come organizzare il tutto. Il piano è partecipare tra il 14 e il 15 aprile a un meeting con gli allenatori, lì decideremo le composizioni dei team . Poi penso che al massimo tra la fine di aprile e l’inizio di maggio la FISI ufficializzerà tutto”.