Tanti auguri Dorothea! Wierer compie oggi 35 anni e lo fa ancora in attività, al termine di una stagione impegnativa e difficile, ma nella quale ha mostrato ancora tanta voglia di lottare e soprattutto, quando è stata bene, una buona competitività.
Un anno fa, al termine di un 2023/24 da incubo, forse la stagione più difficile della sua splendida carriera, tra tanti malanni, il ritorno a casa da Lenzerheide e una condizione sempre lontana dalla migliore, fino alla decisione di fermarsi dopo Nove Mesto.

A lungo si è pensato che Wierer potesse anche dire basta, chiudere e decidere di non arrivare fino alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, ma il richiamo delle gare nella sua Anterselva è stato troppo forte.
La campionessa di Anterselva ha così preso una decisione tutt’altro che semplice, mettere da parte il suo desiderio di maternità, la voglia anche di esplorare nuovi campi lavorativi, staccare finalmente dalla difficile routine quotidiana dell’atleta di alto livello, per gareggiare alle Olimpiadi nella sua città natale.

In fin dei conti quanti possono dire di aver avuto l’occasione di disputare sia un Mondiale (e vincere due ori anche, ndr) che un’Olimpiade sulla pista di casa? Un sogno che richiede però grandi sacrifici, doversi allenare ancora tanto e duramente, ovviamente tra i mille impegni extra sportivi che un’atleta del calibro di Wierer inevitabilmente deve svolgere.
L’azzurra ha vissuto una preparazione particolare. In primavera la ripresa degli allenamenti dopo una pausa mai tanto lunga quanto quella della passata stagione, poi lo stop tra luglio e agosto per vivere una nuova avventura, da inviata per Discovery alle Olimpiadi Estive di Parigi.

A fine agosto la ripresa, con qualche problemino di salute a limitarla un po’. Eppure Wierer è riuscita a presentarsi pronta al via della stagione, tanto da aver fatto sognare nella prima mass start a Kontiolahti, da lei chiusa sesta con un errore in piedi, che le ha pregiudicato il podio se non addirittura la vittoria. Alti e bassi quelli iniziali, con l’azzurra che ha alternato prestazioni molto positive ad altre nelle quali è sembrata in difficoltà, una discontinuità dovuta anche ai problemi di sonno, che ovviamente non le hanno sempre permesso di riposare come avrebbe dovuto.
L’inizio di stagione ha fatto pensare a una Wierer però pronta a ritrovare il podio, ma l’azzurra si è ammalata sotto le feste e a Oberhof è arrivata non al meglio della forma. A complicare le cose, l’influenza intestinale che ha coinvolto tutta la squadra azzurra a fine tappa. Poi a Ruhpolding, Wierer ha fatto nuovamente sognare il podio nella mass start, l’errore in piedi non le ha permesso di lottare per il successo, ma soprattutto l’ha costretta a una sfida finale con Preuss e Richard nell’ultimo giro, nella quale alla fine ha chiuso quarta.

Quarto posto arrivato anche nella sprint pre olimpica nella sua Anterselva, sempre con un errore in piedi, pregiudicando una grandissima prestazione sugli sci che avrebbe meritato il podio.
Risultati che facevano ben sperare in ottica Mondiale di Lenzerheide, nel quale Wierer era tra le candidate al podio. Eppure, proprio sul più bello qualcosa si è nuovamente inceppato. Dopo la buona prestazione nella staffetta mista, Wierer non era comunque contenta, sentiva che qualcosa non andava per il meglio, che probabilmente stava per ammalarsi. E così anche nella sprint, nonostante avesse lottato per il podio prima del doppio errore nell’ultima serie, l’azzurra continuava a dire di avere delle brutte sensazioni.

Purtroppo aveva ragione, l’azzurra si è ammalata, febbre e vie respiratorie bloccate, impossibile gareggiare nell’inseguimento e anche nell’individuale che rappresentava il suo grande obbiettivo nella rassegna iridata.
Wierer ha fatto di tutto per recuperare e mettersi a disposizione della squadra per le staffette, ma sia nella single mixed relay che nella staffetta femminile è sembrata purtroppo in netta difficoltà, tanto da non disputare la mass start.
Ma proprio al Mondiale si è visto quanto sia importante Dorothea Wierer per il biathlon, quando l’annuncio della sua presenza nel media centre, a disposizione per delle interviste, era stata erroneamente interpretata dai media stranieri come il possibile annuncio del suo ritiro, con giornalisti esteri a sgomitare per prendere un posto in prima fila e lei quasi spaventata all’arrivo, subito a precisare che non si sarebbe ritirata.

A Nove Mesto, l’azzurra è tornata in buone condizioni, ottenendo due top ten che lasciavano però anche un po’ di amaro in bocca pensando al Mondiale appena svanito. Poi ancora un altro malanno a Pokljuka e il difficile weekend di Oslo Holmenkollen.
Eppure, nonostante le cattiverie di chi la insulta sui social invitandola a ritirarsi, oppure i commenti di chi ritiene che ormai non abbia più la possibilità di essere competitiva, proprio l’ultima stagione dimostra che Wierer ancora c’è, che sugli sci è migliorata rispetto alla stagione precedente e che deve ritrovare quel tiro in piedi (79% contro 87% dell’anno precedente), che non le ha consentito di cogliere determinate occasioni.

Insomma, altro che finita, nei prossimi 11 mesi Dorothea Wierer può dare ancora tanto a sé stessa e al biathlon italiano, nonostante la stanchezza e i mille impegni. Nella sua ultima stagione, Doro, giunta 13ª nella generale, può ancora dire la sua.
E allora buon compleanno Dorothea, goditi i tuoi 35 anni, questo periodo di “vacanza” (rigorose le virgolette, visti i suoi tanti impegni), pronta a un ultimo sforzo per prenderti le tue soddisfazioni e rivincite, per chiudere in bellezza la tua bellissima storia d’amore con il biathlon.