Home > Notizie
Sci di fondo

Squadra Junior, AIN e sviluppo dello sci di fondo sul territorio: il dt giovanile Paolo Rivero fa il punto al termine della stagione

Foto Credits: Fondo Italia

Le basi del fondo giovanile azzurro sono solide. Lungo la tre giorni dei Campionati Italiani in scena nel fine settimana sulle piste di Dobbiaco, grande attenzione è stata riservata alle numerose categorie giovanili in gara, sulle quali si è posato lo sguardo di Paolo Rivero, Direttore Tecnico Giovanile della nazionale italiana e dunque responsabile di Nazionale Junior e gruppo AIN. Uno sguardo che non solo analizza gli ultimi acuti arrivati sulle nevi delle Nordic Arena, ma che si allarga a tutta la stagione: conti alla mano, sono infatti decisamente incoraggianti i segnali emersi in particolare dai Mondiali Junior e U23 di Schilpario – dove sono arrivate in totale 5 medaglie (3 argenti e 2 bronzi) -, ma anche dagli EYOF di Bakuriani e dalla stagione di Fesa Cup Junior. Tutti aspetti che trovano spazio nel taccuino di Paolo Rivero, già intento a pianificare la prossima stagione. Tra bilanci del 2024/25, riflessioni sullo sviluppo a livello giovanile della disciplina e proiezioni future, Rivero racconta in una lunga intervista a Fondo Italia le sue impressioni sull’inverno appena trascorso.

Facendo un bilancio a livello di risultati, quanto la soddisfa il bilancio della stagione?

“In generale per quanto riguarda la squadra junior sono molto contento che ci siano stati tanti atleti che hanno performato bene. Ai Mondiali in 5 maschi e 2 ragazze sono arrivati nei primi 10, quindi sono veramente contento in generale che ci siano tanti atleti che riescono a fare bene a livello internazionale. Stessa cosa vale per gli Under 18, nei pochi confronti che abbiamo avuto a livello internazionale, agli EYOF e ai Fesa Games. Che Pedranzini (Daniel, 4 ori agli EYOF, ndr) fosse forte lo sapevamo già, ma anche gli altri che hanno partecipato tra maschi e ragazze hanno fatto veramente delle belle gare, soprattutto in Georgia”.

Come giudica invece la comunicazione e l’interscambio tra il settore giovanile e le squadre maggiori?

“Il nostro ruolo di squadra junior è quello di preparare gli atleti a quello che servirà nel mondo senior e quindi cerchiamo veramente sia dal punto di vista tecnico che fisico e di crescita nell’allenamento, ma anche dal punto di vista mentale e dell’atteggiamento, di formarli nel migliore dei modi. In modo che poi il passaggio alla squadra Milano-Cortina siano pronti e preparati per il mondo senior dove si farà poi sul serio. L’anno scorso sono passati tre ragazzi e due ragazze dalla squadra junior alla squadra sopra e quest’anno secondo me un bel gruppo di maschi passerà di categoria e anche le ragazze hanno dimostrato di essere pronte per il passaggio al mondo senior. Il gruppo AIN? Il progetto ha un duplice obiettivo. Da parte nostra di migliorare la conoscenza degli atleti e dei loro tecnici che li seguono in comitato e nelle società, mentre per gli atleti l’obiettivo è quello di fornire 30 giorni di raduno con lo scopo di formarli e insegnare loro qualcosa che quando saranno a casa potranno mettere in pratica”.

Tra gli obiettivi che interessano da vicino il fondo giovanile c’è senza dubbio quello di favorire lo sviluppo uniforme della disciplina sul territorio italiano. A che punto siamo in questo senso? Quali passi avanti andranno fatti?

“Quest’anno più che l’anno scorso, in cui invece avevamo altre priorità, ho voluto muovermi di più nei comitati. Tanti tecnici li ho incontrati nei raduni AIN, tanti sono andato a trovarli mentre erano in raduno con il comitato e ho cercato di mappare un pochettino quelle che sono le criticità e i punti di forza che ci sono sul territorio. Senza entrare nel particolare, ho trovato una situazione veramente molto disomogenea, quindi diventa anche difficile riuscire a trovare una soluzione come Federazione che vada bene per tutti. Perché ogni territorio ha le sue difficoltà e ha le sue soluzioni che mette in campo per cercare di stare al passo. Per quanto riguarda invece i calendari, sono molto contento che in Italia siamo molto bravi come organizzatori di eventi. A partire dall’alto livello con il Mondiale Junior, che secondo me è stato un ottimo palcoscenico per gli atleti e un bello spettacolo per chi è venuto a seguire le gare. Ma anche a livello di calendario: certo, abbiamo qualche località un po’ più fissa come Dobbiaco dove siamo sicuri di trovare un comitato organizzatore e delle piste sempre all’altezza. Ma lo sci di fondo ha sempre avuto la forza di essere capillare sul territorio e questo vuol dire anche andare a fare le gare al Centro Sud e muoversi su tutto il territorio. Pur con le criticità che magari si incontrano con comitati organizzatori che non organizzano gare di un certo livello forse da dieci anni. Però in questo senso abbiamo anche uno staff messo a disposizione dei comitati organizzatori, per supportarli nel lavoro di preparazione delle gare”.

Allargare la propria zona d’azione a livello territoriale potrebbe giovare anche all’avvicinamento di un maggior numero di giovani allo sci di fondo.

“In termini di numeri siamo il secondo sport invernale più praticato. A volte si sente un po’ di negativismo nello sci di fondo e c’è chi dice ‘Siamo sempre meno’. Ma in realtà non è vero: abbiamo un bel movimento, il più grande tra tutti i paesi alpini, a partire dai colleghi svizzeri, austriaci, piuttosto che tedeschi. Muoversi sul territorio con anche degli eventi nazionali è sicuramente un modo per dare comunque visibilità al movimento. Quindi cercheremo di farlo, clima permettendo. Perché comunque quello non ci dà una mano”.

Quanto è importante invece il collegamento con il mondo dello skiroll?

“Hanno il loro calendario, ma adesso stanno facendo un po’ un passo verso lo sci di fondo, sfruttando tanto le piste di skiroll e le gare con skiroll lenti, che si addicono di più anche alla partecipazione dei fondisti veri. D’altra parte la forza dello skiroll è quella di poter andare nelle grandi città e portare lo sci di fondo estivo, su rotelle, nelle grandi città. So che c’è un bel progetto per il prossimo anno, la Coppa del Mondo a Roma, che sicuramente potrebbe essere una bella vetrina per la nostra disciplina. A partire dall’alto livello, ma anche con il circuito di Coppa Italia”.

Con uno sguardo al lavoro del suo staff e dei vari collaboratori, si sente di aggiungere qualcosa?

“In generale su questa stagione, l’ho detto in Commissione Giovani, vorrei fare veramente un plauso al gruppo degli skiman di Fesa Cup e dei gruppi Milano-Cortina e squadra Junior, perché per tutto l’inverno hanno veramente lavorato tanto e ci hanno messi nelle migliori condizioni per fare delle ottime gare. Si sa, i risultati arrivano anche grazie al lavoro dello staff service. Per quanto riguarda la squadra junior in particolare, mi piacerebbe ringraziare i tre tecnici: Matteo Betta per il suo professionale entusiasmo, Stefano Corradini per l’esperienza e il lato umano che mette nel lavoro che fa e Fabio Pasini che, oltre all’impiego da skiman, è veramente da ringraziare per l’esempio che dà ai ragazzi. E’ un modello e spesso le cose dette da lui hanno un peso efficace sui ragazzi. Penso che sia un bello staff, è da due anni che ci troviamo bene insieme e cercheremo di continuare con gli stessi obiettivi anche il prossimo anno”.

Share:

Ti potrebbe interessare

Image
Image