La Summit 2 Senja di domenica scorsa ha rappresentato il gran finale della Stagione XVI del Pro Tour di Ski Classics. Al termine di 14 tappe da nord a sud del Vecchio Continente, dalle Alpi ai fiordi, il circuito delle lunghe distanze ha decretato i suoi vincitori, non solo i Campioni della Classifica Generale ma anche quelli dei pettorali di “specialità”.
Il pettorale giallo, riservato al “Champion”, corrispettivo del vincitore della Classifica Generale in Coppa del Mondo, è andato a due atleti del Team Engcon: al femminile, trionfo per Anikken Gjerde Alnæs, che ha chiuso la stagione con 4040 punti. Un successo forse tanto inaspettato quanto spettacolare, se si pensa che quest’estate la norvegese era stata suo malgrado protagonista di un grave incidente, investita da un’auto mentre si allenava sugli skiroll. Sul podio si conferma Emilie Fleten (Team Ramudden), dopo la vittoria della scorsa stagione, con 4009 punti. Il terzo posto assoluto è andato a Stina Nilsson (Team Ragde Charge) con 3460 punti: la svedese, che aveva convinto già in occasione della Klarälvsloppet di settembre, con la vittoria della Vasaloppet al suo primo anno nel circuito è certamente in lizza per il pettorale più importante già dal prossimo anno.
Al maschile, invece è Ole Jørgen Bruvoll, vincitore anche dell’ultima gara, ad essersi assicurato il pettorale di Campione per la stagione XVI con 3050 punti. Una grande soddisfazione per il patron del team, Jerry Ahrlin, leggenda dello Ski Classics, che i suoi atleti occupare tutto il podio maschile: Johan Tjelle è secondo con 2906 punti, mentre il terzo posto assoluto è andato ad Amund Hoel, con un totale di 2882 punti.
Una delle classifiche di “specialità” più ambite è quella “Sprint”: nelle lunghe distanze, la competizione Sprint richiede resistenza estrema oltre alla velocità, poiché i checkpoint sprint sono spesso situati lontano dalla linea di partenza e durante la gara ci sono due sprint; in più, dopo aver gareggiato per i punti sprint, gli sciatori devono anche continuare fino al traguardo, il che richiede una forte resistenza fisica e mentale. Le gare sprint richiedono anche una pianificazione strategica da parte dei Team, poiché bisogna selezionare gli atleti più adatti, con la consapevolezza che questo potrebbe compromettere le loro possibilità nella classifica generale. Mentre al femminile i punti sprint vengono spesso rivendicati dalle atlete in testa che si sono già staccata dal gruppo, nella gara maschile, la tattica gioca un ruolo fondamentale.
Al termine della Stagione XVI, anche il pettorale verde degli Sprint è andato ad Anikken Gjerde Alnæs; sul podio finale anche Stina Nilsson, e Silje Øyre Slind (Team Aker Dæhlie), terza. Al maschile, Vebjørn Moen (Team Eksjöhus) si è aggiudicato il pettorale verde davanti ad Anton Persson (Team Ramudden) e Simen Ramstad (Team Kaffebryggeriet DRIV).
Come suggerisce il nome, la competizione Climb, con il suo inconfondibile pettorale “a scacchi”, è dedicato ai migliori fondisti scalatori. Si tratta di una sfida interessante, perché molti sciatori non vi si concentrano all’inizio della stagione. Tuttavia, man mano che l’inverno avanza e i punti si accumulano, può spesso diventare un obiettivo primario. Per le dinamiche tipiche delle gare femminili, non sorprende che il podio in questa categoria sia occupato dalle stesse migliori 3 atlete della stagione, con Emilie Fleten, che si aggiudica la vittoria su Stina Nilsson e Anikken Gjerde Alnæs.
Al maschile, invece è Axel Jutterström, del Team Eksjöhus, a vincere la competizione Climb davanti al Champion della stagione, Ole Jørgen Bruvoll; terzo Johan Hoel (Team Ragde Charge).
Il pettorale rosa è poi dedicato agli atleti più giovani, per l’esattezza agli atleti dai 26 anni in giù. Entrambe le classifiche sono state vinte da fondisti del Team Eksjöhus: al femminile, Louise Lindström ha battuto con 2918 punti Hanna Lodin (Team Engcon), ferma a 2810 punti, e Karolina Hedenström (Lager 157 Ski Team) a 2493 punti. Al maschile, il francese Jeremy Royer ha conquistato il Pink Bib con 2013 punti su Amund Riege (Team Ramudden), al secondo posto con 1895 punti, e su Alvar Myhlback, con 1698 punti.
Due italiani figurano nella top 10 di questa classifica: Michaela Patscheider e Giacomo Ponti, entrambi del Team Robinson Trentino, rispettivamente all’ottavo e decimo posto.
Una nuova classifica è nata proprio quest’anno, dedicata agli atleti ancora più giovani: i cosiddetti Cubs, i “cuccioli”, fondisti che 22 anni o meno e vogliono mettersi già alla prova nelle lunghe distanze. Senza troppe sorprese, al maschile è il talentuoso Alvar Myhlback ad aggiudicarsi la vittoria di questa competizione, dilagando con 1698 punti. Mikkel Sjursen (Team Synnfjell) è arrivato secondo con 143 punti, a paripunti con il compagno di team Halvor Bade. Al femminile, Silva Kemppi (Team Mäenpää) è stata la migliore U22 con 404 punti; Cecil Kümpel (Ski-Willy Marathon Team Austria) è arrivata seconda con 288 punti, seguita da Thea Nordin (Team Eksjöhus) al terzo posto con 238 punti.
All’opposto, la classifica dei veterani celebra chi, superati i 44 anni, ancora si cimenta sulle lunghe distanze. Nicole Tröger (Ski-Willy Marathon Team Austria) ha preso il primo posto con 600 punti davanti a Heli Heiskanen (Team Internorm Trentino GSG) a 507 punti, e Nicole Donzallaz (Ski-Willy Marathon Team Austria) a 343 punti. Un atleta del Team Internorm Trentino GSG, Sadurni Betriu Boix, ha concluso al primo posto con 83 punti davanti a Sune Elmose (Danish Skimarathon Team), secondo posto con 58 punti, e Florian Göbel (Ski-Willy Marathon Team Austria) con 20 punti al terzo posto.
Infine, anche le squadre hanno avuto il loro riconoscimento, nella Pro Team Competition, per quanto messo in pista durante la stagione. I trionfatori di quest’anno sono stati gli uomini e le donne del Team Eksjöhus, che ha totalizzato 2610 punti. Al secondo posto si classifica il Team Engcon, con 2544 punti. Il Team Ramudden si è classificato al terzo posto assoluto con 2199 punti dopo il Grand Finale Summit 2 Senja. Il Team Robinson Trentino, con 1145 punti è all’ottavo posto.