Petter Northug, un ambasciatore venuto dal Sudamerica e un atleta messicano che vive in Norvegia. No, non si tratta di una barzelletta, ma di una tanto controversa quanto stuzzicante indiscrezione che giunge dalla Scandinavia nelle ultime ore. Secondo quanto riportato dalla testata locale NRK, infatti, Northug starebbe intrattenendo colloqui con il Messico per ottenere la nazionalità sportiva e prendere parte alle Olimpiadi proprio con i colori della nazione sudamericana. L’ennesima sparata? Questa volta potrebbe anche esserci qualcosa di più.
Ma andiamo con ordine. Già negli ultimi mesi si era parlato con insistenza di una possibilità di vedere Petter Northug di ritorno a livello internazionale sotto la bandiera di un paese che non fosse la Norvegia: prima si era parlato di colloqui con il Liechtenstein non andati a buon fine, poi di una trattativa con l’Austria portata avanti con la speranza di vedere Northug alle Olimpiadi a fianco di Mika Vermeulen e compagni. Ora, invece, ecco una nuova suggestione che fa sperare i tanti tifosi del leggendario fondista di Framverran.
Scorrendo le colonne della testata norvegese, si leggono alcune dichiarazioni attribuite all’ambasciatore messicano Omar Fayad, il quale – in visita al principe ereditario di Norvegia a marzo – fa espressamente riferimento a una trattativa con Northug: “Ha un rapporto positivo con il Messico e attualmente stiamo discutendo di diverse cose”. Parole che fanno capire come un colloquio sia effettivamente in corso. Ma Omar Fayad si spinge oltre e aggiunge: “Chi non vorrebbe vedere il signor Northug tornare ai Campionati del Mondo o addirittura competere alle Olimpiadi? Faremo tutto il possibile affinché la sua esperienza possa aiutare gli atleti messicani che si sono assicurati un posto alle Olimpiadi invernali del 2026 in Italia“.
Molto più di una semplice indiscrezione, sulla quale NRK interpella anche lo stesso Northug che tuttavia non si scuce in particolari ammissioni, pur parlando di possibilità e questioni in corso: “Per ora non posso dire nulla sulle Olimpiadi. Ci saranno alcuni retroscena, quindi ne sapremo di più a metà aprile. Poi si tratterà di stabilire la direzione da prendere per la nuova stagione”.
Ma non è tutto. A fare da anello di congiunzione tra Northug e la squadra messicana è Allan Corona Rodriguez, fondista messicano che vive in Norvegia da quattro anni e che è qualificato per Milano-Cortina dove difenderà i colori della sua terra natìa. L’atleta sudamericano – è lui stesso a raccontarlo a NRK – si è infatti allenato recentemente proprio al fianco di Northug sulle piste di Holmenkollen. “So che è una potenziale opportunità per la squadra messicana – svela Rodriguez con riferimento al possibile innesto del norvegese -. Ma ci sono questioni molto complicate, come i passaporti e cose del genere. Se c’è tempo, ci saranno le opportunità”. Poi aggiunge: “Abbiamo parlato della possibilità di allenarci insieme in Messico, molto probabilmente quest’estate. Abbiamo parlato di quanto sarebbe stato fantastico e di quanto sarebbe stata un’opportunità portare lo sci di fondo nel nostro Paese. Non c’è nulla di programmato, solo una conversazione tra due persone a cui piace sognare”.
Ma Northug potrebbe davvero gareggiare per un’altra nazione? La testata norvegese lo chiede all’avvocato Mathias Lilleengen, che lavora presso il Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) con sede a Losanna: “Di norma, la maggior parte dei paesi ha la possibilità di concedere la cittadinanza in base alla residenza, al matrimonio o all’integrazione culturale. L’ultimo gruppo comprende gli atleti”. Per integrare Northug nel gruppo del Messico, dunque, bisognerebbe passare attraverso quest’ultima specifica, quella dell’integrazione culturale. Il passaggio successivo sarebbe poi quello di sottostare alle regole imposte dal CIO, che prevedono di non aver rappresentato altre nazioni per i 3 anni precedenti al fine di poter gareggiare con i colori di un determinato paese. Nel caso di Northug, i requisiti in questo senso sarebbero soddisfatti, visto che non rappresenta la Norvegia a livello internazionale da 7 anni. A fare da ostacolo sarebbe invece il regolamento FIS, che prevede di aver vissuto per almeno 2 anni in un determinato paese prima di accedere alla cittadinanza. La speranza di Northug, si legge, sarebbe quindi quella di ottenere una concessione speciale dalla FIS.
Cosa succederà? Per capirlo occorrerà aspettare ancora un po’. Almeno – come preannunciato dallo stesso Northug – fino a “metà aprile”.