Se i Campionati Mondiali di Trondheim hanno per tutti gli atleti coinvolti rappresentato un’esperienza indimenticabile, chi ha vissuto la rassegna norvegese con trasporto ancora maggiore è stato sicuramente Andrew Musgrave. Il fondista britannico, infatti, ha con la Norvegia un rapporto del tutto speciale, essendo da molte primavere di casa proprio a Trondheim, dove si allena tutto l’anno. Ecco perché la rincorsa di una medaglia nei Mondiali norvegesi è stata per lui una sfida particolarmente sentita, conclusasi con un 6° posto nella 50 km a skating come miglior piazzamento. Ora però l’obiettivo si sposta già al prossimo grande evento, con Musgrave ben proiettato verso le Olimpiadi di Milano-Cortina. Ad ammetterlo è lo stesso britannico ai microfoni della FIS, a margine di un’approfondita intervista che gli ha permesso anche di parlare del suo passato e del suo legame speciale con la Scandinavia.
Per lui che vive a pochi chilometri dallo stadio di Granåsen, poter dire la sua nella festa sportiva di Trondheim è stata un’emozione a tratti indescrivibile: “Vivo a Trondheim da 12 anni e per me è una cosa enorme. Per un britannico, le Olimpiadi sono più importanti dei Campionati del Mondo. Ma per me, sulle piste della mia casa adottiva, è stato incredibile. È stato davvero fantastico”. In particolare, a colpire il fondista classe 1990 – che su quelle piste è abituato ad allenarsi in completa tranquillità – è stata la fiabesca cornice di pubblico che ha potuto apprezzare per la prima volta a margine dello skiathlon: “L’atmosfera era assolutamente incredibile. Il luogo in cui si trovano le strutture per la preparazione die materiali, dove stavamo prima della partenza, è chiuso, quindi non c’è folla lì intorno. Quindi non ci si accorge di quanta gente c’è. Poi sono uscito durante il riscaldamento e ho visto un muro di persone. È stato assolutamente incredibile e ho avuto una scarica di adrenalina. Nel riscaldamento andavo lentissimo, ma comunque ero quasi al massimo della frequenza cardiaca, è stato assolutamente pazzesco”.
Ed è proprio nello skiathlon che Musgrave ha avuto la fortuna di poter sognare per qualche istante la possibilità di raccogliere una medaglia che avrebbe avuto dell’incredibile, quando a pochi chilometri dal traguardo si è trovato a guidare il plotone di testa, tra il tifo dei tantissimi presenti. Un sogno che tuttavia ha poi dovuto abbandonare in ragione delle doti da finisher poco spiccate che lo hanno costretto a cedere il passo nel finale: “Mi sentivo bene a 3 km dall’arrivo. Quando sono andato in testa, ho pensato: ‘Ok, Johannes sembra in formissima, sarà difficile da battere’, ma pensavo ancora di poter ottenere una medaglia”. Ma ben presto il britannico si è visto scavalcare dalla folta truppa a maggioranza norvegese in cui era presente anche un agguerritissimo Federico Pellegrino: la fatica ti Musgrave si è conclusa con un pur soddisfacente 7° posto.
Risultati a parte, il valore delle prestazioni di Musgrave si riflette anche sulla promozione che la sua dedizione per lo sci di fondo offre alla disciplina nel suo paese natale. Perché per quanto sia sempre stato un giramondo – avendo vissuto anche in Alaska prima di approdare in Norvegia – la missione di aiutare la crescita del fondo nel paese della “Union Jack” rimane un obiettivo cardine nella lista delle cose da fare di Musgrave. Per farlo, il sogno è quello di passare possibilmente dalla conquista di una medaglia olimpica: “La cosa più importante per la Gran Bretagna sono le Olimpiadi. Ogni quattro anni ci sono le Olimpiadi e in quell’occasione riceviamo un po’ di attenzione. Quindi ho un anno di tempo per diventare un po’ più veloce o un po’ meno lento nelle volate. Per provare a rendere le Olimpiadi emozionanti e ottenere una medaglia. Così sicuramente darei un grande impulso allo sci di fondo in Gran Bretagna. […] Sento ancora di poter migliorare e di poter vincere una medaglia. Perciò, basterà andare lì e sentire di riuscire a lottare, di essere al massimo delle mie possibilità. Sarà fantastico”.