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Sci di fondo – L’aritmia, poi l’operazione e il ritorno in pista: Elia Barp racconta a Fondo Italia le difficoltà di fine stagione

Foto Credits: Fondo Italia

Non sono stati di certo i Mondiali che Elia Barp si attendeva quelli in scena ad inizio marzo nella cornice norvegese di Trondheim. Arrivato all’evento con grandi aspettative e entusiasmo, il fondista azzurro classe 2002 aveva poi dovuto fare i conti con l’insorgere di un episodio di aritmia cardiaca a margine dello skiathlon iridato, che lo aveva costretto ad abbandonare i Mondiali per mettere la salute al primo posto. Una saggia e necessaria scelta, che poi si è tradotta in un’operazione chirurgica che ha permesso a Barp in tempi decisamente brevi di tornare in pista, prendendo parte prima ai Giochi Mondiali Militari CISM a Goms e poi ai Campionati Italiani a Dobbiaco. Proprio a Dobbiaco, Fondo Italia lo ha incontrato al termine della 30 km conclusiva, approfittandone per approfondire un po’ le sue condizioni nel fargli l’in bocca al lupo per un quanto mai rapido ritorno al 100%.

“Sono tornato in gara anche abbastanza velocemente – spiega Elia Barp , più di quanto ci si aspettasse. Sto bene, nel senso che non sento nulla di strano nel mio corpo ed è già una bella cosa dopo l’operazione. La mia forma non è ottimale, perché comunque dopo il Mondiale ho fatto due settimane praticamente a letto. Però è andata bene, dai. Al Mondiale ho avuto quest’aritmia, di cui qualcuno avrà letto e qualcuno no. Abbiamo deciso di tornare a casa e analizzare cosa fosse, perché con il cuore abbiamo deciso che era meglio non scherzare. Abbiamo scoperto che non era nulla di maligno, ma era meglio sistemarla per sempre per non avere più questo fastidio. Abbiamo deciso di operare e mi sono operato ormai due settimane fa più o meno. Dopo una settimana fermo mi hanno ridato l’idoneità e sono potuto tornare ad allenarmi bene. Sono tornato alle gare, volevo farle e ci tenevo anche per salutare e rivedere tutti i miei amici e compagni di squadra. Sono andate anche discretamente bene, quindi va bene così. Portiamo a casa quello che è venuto di questa stagione, un po’ di alti e bassi, ma è quello che è. Vediamo di fare meglio la prossima”.

Proseguendo, l’azzurro delle Fiamme Gialle rassicura ulteriormente sottolineando che si tratta di una condizione comune che non ha escluso recentemente altri sportivi di alto livello: “E’ una cosa negli ultimi anni sempre più presente, che però è facile da passare. L’ha passata anche Nadine Fähndrich l’anno scorso e diversi ciclisti come Elia Viviani e Peter Sagan l’avevano fatto in passato. E’ una cosa sempre più comune anche se non proprio bella. E’ facile da superare per fortuna e anche veloce nei recuperi, quindi abbiamo deciso di affrontarla subito e essere pronti per il prossimo anno e la stagione olimpica”.

Ovviamente, dover abbandonare i Mondiali in corso d’opera non è stato uno sforzo semplice da compiere per Barp, proprio a poche ore dalle gare su cui puntava di più in ottica medaglie: “Lasciare i Mondiali prima di team sprint e staffetta per me è stato un colpo basso, nel senso che i primi giorni ero abbastanza giù. Soprattutto nel vedere che si ‘schiva’ la medaglia sia in una gara che nell’altra, se io fossi stato lì magari saremmo riusciti anche a prenderle. Quindi mi è dispiaciuto sicuramente tanto sia per me i miei compagni, perché sentire due giorni prima della gara che un compagno deve andare a casa non è mai bello. E’ andata così, io non stavo bene e per fortuna i miei compagni hanno reagito e hanno fatto delle belle gare. Sono contento per loro e vedremo di compensare con l’anno prossimo”.

Ora però il malessere sembra essere alle spalle e Barp può guardare avanti con ottimismo e tanta voglia di riscatto: “Da maggio torneremo ad allenarci con il focus sulle Olimpiadi, sarà l’obiettivo principale dell’anno prossimo. Vedremo di arrivare pronti e prenderci quello che non siamo riusciti a prenderci quest’anno”.

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