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Salto con gli sci – Tschofenig: “La Coppa del Mondo? Spero di rivincerla in futuro. E sui norvegesi…”

La vittoria (nel giorno del suo compleanno) della Coppa del Mondo da parte di Daniel Tschofenig, oltre a premiare la collaudata e dominante squadra austriaca, rappresenta un tassello importantissimo nella consacrazione del talentuoso atleta classe 2002. Da outsider a protagonista, il 2024/25 ha definitivamente cristallizzato il nome di Tschofenig tra quelli dei big della disciplina, considerando che è riuscito nell’ardua impresa di prendersi nello stesso anno sia la Sfera di Cristallo che la Tournée dei Quattro Trampolini, due traguardi a cui non si era mai nemmeno avvicinato non avendo mai chiuso tra i primi 5 in nessuna delle due classifiche. Un salto di qualità vero e proprio, di cui lo stesso Tschofenig ha parlato in un’intervista al portale austriaco Kleine Zeitung, ripercorrendo le emozioni di quest’annata trionfale.

Parlando del valore della sua conquista della Coppa del Mondo, il carinziano ammette: “Quanto è importante? Molto, molto importante, perché alla fine nessuno se l’aspettava. Queste vittorie della generale e della Tournée dei Quattro Trampolini sono più importanti di qualsiasi altra cosa per me. È ovviamente fantastico che io ci sia riuscito a un’età così giovane e spero di poterlo fare di nuovo in futuro. Quando ho capito di potercela fare? Ci ho pensato per la prima volta quando ho indossato il pettorale giallo. E prima dei Mondiali, quando ero in forma, mi sono detto che non mi sarei lasciato sfuggire l’occasione”.

Il segreto della vittoria di Tschofenig? Riuscire a godersi a pieno i momenti propizi e tenere duro in quelli più difficili, come quello dell’infortunio all’adduttore patito in estate: “Qual è stata la cosa più difficile? Per quanto possa sembrare strano, divertirsi. In fin dei conti, è il mio lavoro. Quasi nessuno può dire di divertirsi ogni giorno al lavoro, ci sono sicuramente dei momenti spiacevoli. Per questo cerco di assaporare tutti i momenti. Credo che questo sia ciò che mi ha contraddistinto quest’anno. L’infortunio subito in estate mi ha riportato con i piedi per terra. Poi ho portato avanti quello che volevo fare e, ad essere sincero, mi sono divertito come un matto in quasi tutte le gare. Come sono cambiato negli ultimi due anni? Sono diventato sicuramente più rilassato e disinvolto. Probabilmente per un po’ sono stato troppo teso e troppo ambizioso. Fino a un certo punto va bene, ma forse era un po’ troppo. Ora ho ritrovato la mia serenità e sto andando nella direzione giusta”.

Alla luce di quanto raccolto quest’anno, l’austriaco nella stagione che verrà sarà sicuramente uno degli uomini da battere. Un ruolo in cui Tschofenig non si sente ancora calato alla perfezione: “Ad essere sincero, è ancora molto lontano per me. C’è ancora tutta l’estate e l’autunno prima. Quello che succederà è ancora scritto nelle stelle, ma ovviamente farò tutto il possibile per performare al meglio. Essere accostato a Gregor Schlierenzauer, Thomas Morgenstern e Stefan Kraft? È estremamente bello. Da bambino facevo il tifo per tutti loro e ora ne faccio parte. È una cosa notevole”.

Infine, spazio a qualche commento sullo scandalo legato alle tute dei norvegesi che ha sicuramente segnato, in negativo, la stagione: “Se il caso tute mi ha rovinato la festa? No, ma ovviamente non è stato bello quello che hanno fatto. Si sono dati la zappa sui piedi da soli. Ci siamo arrabbiati, ma non ci siamo lasciati abbattere, siamo rimasti calmi. Che facciano quello che vogliono, non ce ne può fregare di meno. Abbiamo fatto il nostro dovere e, come potete vedere, abbiamo avuto successo”.

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