Quattro medaglie ai Mondiali, un quinto posto nella generale e un finale di stagione in crescendo. E’ questo il bilancio del 2024/25 di Quentin Fillon-Maillet, veterano francese che nelle ultime settimane di Coppa del Mondo ha conteso – e strappato – la top 5 overall a Tommaso Giacomel, dimostrandosi in grande spolvero. A oltre 32 anni e con medaglie olimpiche, mondiali e una vittoria della generale di Coppa (stagione 2021/22) già in tasca, si fanno spazio le prime riflessioni sul termine della carriera. Possibilità che, per il momento, Fillon-Maillet allontano con forza in una lunga intervista concessa al portale francese Le Dauphiné Libéré. Molti gli argomenti trattati dal biatleta transalpino: dal bilancio della sua stagione, fino all’addio al biathlon dei fratelli Bø, passando per la bella stagione di Lou Jeanmonnot.
In generale, il francese si dice mediamente soddisfatto dei risultati portati a casa: “I risultati complessivi sono contrastanti. Non sono del tutto soddisfatto della mia stagione. Mi aspettavo molto di meglio, soprattutto avendo già vinto la Sfera di Cristallo. Ma è stata comunque una grande stagione, con quattro medaglie mondiali e un sacco di successi nel circuito di Coppa del Mondo. Sono senza dubbio risultati di alto livello, ma finché non arrivano titoli individuali, c’è sempre un po’ di delusione”.
Concluso il fitto programma di gare, ora Fillon-Maillet si proietta verso il meritato periodo di pausa, che precederà la ripresa degli allenamenti: “La pausa è necessaria in ogni caso, per ritrovare la freschezza. Ho ancora il Trofeo delle 5 Nazioni tra una settimana (9 e 10 aprile, ndr). Poi andrò in vacanza per due settimane e poi ricomincerò ad allenarmi. Non vedo l’ora che arrivi la prossima stagione, anche se abbiamo finito poco più di una settimana fa. La mia stagione è di 300 giorni di sport all’anno. Sono migliaia di chilometri sugli skiroll, in bici, di corsa e naturalmente sugli sci, con 15.000 colpi sparati all’anno. La Coppa del Mondo rappresenta solo l’1% del volume complessivo di preparazione fisica. Per non parlare del tiro e dell’impegno complessivo che metto quotidianamente. […] Il biathlon è tutta la mia vita”.
Guardando avanti, il transalpino non nasconde che la fine della carriera sia un pensiero già presente, seppur al momento non abbia ancora in programma di ritirarsi: “La fine della mia carriera mi spaventa un po’, tornare a una vita più improntata alla routine, diciamo. Sono sempre in movimento, ogni giorno è diverso. È solo che la mia compagna vorrebbe che non andassi via e stessimo tre o quattro settimane senza vederci, vorrebbe passare un po’ più di tempo insieme. Se continuo la mia carriera dopo il 2026, dovrò trovare nuovi compromessi. Dal momento che non voglio smettere con il biathlon, dovrò cercare di convincerla a seguirmi, piuttosto che stare a casa. Questo è un po’ il progetto. Dopo, se diventeremo genitori, dovremo anche trovare altri sotterfugi affinché io sia un buon biatleta, un buon compagno e un buon padre”.
Ma, come detto, il ritiro non rientra ancora nei piani di Fillon-Maillet, che insegue ancora il titolo individuale ai Mondiali che manca per completare il suo ricchissimo palmarés: “Il titolo individuale iridato che manca? Ecco perché devo continuare dopo le Olimpiadi! Se riesco a correggere la mia rotta e le mie condizioni fisiche rimangono buone, ci sono buone probabilità che continuerò dopo il 2026. Per quest’anno, non vivo nel rimpianto. Al contrario, mi motiva ancora di più. È una nuova esperienza, devo sfruttarla per continuare ad andare avanti. È più una voglia di riscatto che un sentimento di sconfitta. Quando ero piccolo, sognavo di diventare il miglior biatleta del mondo. Il mio sogno era semplicemente di dominare nel mio sport, come ho fatto nella stagione 2021-2022. In seguito mi sono posto molte domande sulle mie motivazioni per il futuro. Ma adoro lo sport, la competizione. E vincere mi piace ancora di più”.
Spazio poi ad alcune riflessioni sul contributo indelebile offerto da Johannes e Tarjei Bø alla storia del biathlon: “Sono due atleti eccezionali. Il biathlon si è evoluto molto negli ultimi anni, Martin (Fourcade, ndr) ha spinto le cose a un livello già estremo. Ricordo che Johannes, quando eravamo insieme ai Mondiali Junior, sparava già molto bene ed era già molto forte sugli sci, ma non c’era un abisso tra noi due a quel tempo. Un anno dopo, ha fatto la doppietta sprint-inseguimento a Le Grand-Bornand contro Martin, il punto di riferimento del momento. Ci siamo detti: ‘Ma com’è possibile?’ Mi sono reso conto della portata delle sue capacità. L’anno prima suo fratello Tarjei aveva vinto la classifica generale, erano i due bambini prodigio del biathlon. Hanno continuato a battere record, ci hanno spinto a migliorarci, ad alzare il livello mondiale. Si portano dietro una gran parte del biathlon. Con il fatto che non ci siano più, ci sarà un po’ meno confronto. Anche se molti giovani stanno arrivando molto forti da dietro, in particolare tra i norvegesi, ma anche Eric Perrot e Tommaso Giacomel”.
Infine, Fillon-Maillet dedica un commento alla grande stagione di Lou Jeanmonnot, giunta ad un passo dalla conquista della Coppa del Mondo: “Me la ricordo qualche anno fa. Aveva già un potenziale di tiro eccezionale. Doveva continuare a progredire sugli sci per sperare di poter raggiungere la Coppa del Mondo. Ma non credevo avesse tutto questo talento, il suo tiro è incredibile. L’ultima settimana è stata davvero di altissimo livello, soprattutto considerando la posta in gioco. Che sia finita così, in quest’ultima gara, è stato davvero emozionante… Quel piccolo errore all’ultima curva le è costato caro. Forse, con qualche errore in meno all’inizio della stagione, avrebbe potuto avere un po’ più di margine di manovra. Non bisogna drammatizzare tutto. Molti fan hanno detto che Franziska (Preuss, ndr) dovrebbe essere penalizzata. No, questo fa parte di quanto visto in gara. Erano all’ultimo giro, fisicamente “appese” e inevitabilmente gli errori si commettono facilmente. Forse Franziska ha stretto un po’ troppo, forse Lou avrebbe potuto farsi più spazio prima. Anche se non è arrivata la Coppa del Mondo alla fine, Lou ha fatto la storia con uno scontro come questo. Per me, questa è stata una delle gare più iconiche degli ultimi anni. È stato semplicemente incredibile, un biathlon meraviglioso e uno spettacolo grandioso. Guardiamo lo sport per provare questo tipo di emozioni”.