Negli occhi dei due entusiasti atleti in giacca tedesca che corrono ad abbracciare Coletta Rydzek al traguardo della sprint di Lahti – da lei vinta da pochi secondi – ci sono tante storie. C’è la gioia di chi ha raggiunto qualcosa di impronosticabile, qualcosa che mancava da tanto tempo, considerando che l’ultima vittoria in una sprint di Coppa del Mondo di una fondista tedesca risaliva al lontano 2001, quando Evi Sachenbacher si impose a Garmisch-Partenkirchen proprio a skating. Quei due in giacca arancione sono volti ben noti: una è la compagna di squadra Victoria Carl, mentre l’altro è Johannes Rydzek, fratello di Coletta. L’abbraccio è sentitissimo e riporta la mente a un episodio molto simile, ma a parti inverse. Ricorda la gioia con cui la stessa Coletta Rydzek aveva condiviso un lungo abbraccio con il fratello Johannes solo qualche mese prima al traguardo della Gundersen di Ruka, quando lo aveva aspettato per festeggiare con lui la vittoria in Coppa del Mondo ritrovata dopo 6 anni.
Combinatista esperto lui, fondista emergente lei. Johannes e Coletta incarnano bene quello che si intende quando si dice che “buon sangue non mente”. Il maggiore dei Rydzek è da tempo una certezza della combinata nordica ed enumera nel suo palmarès conquiste addirittura maggiori di una vittoria in Coppa del Mondo: due volte campione del mondo a Falun 2015, ben quattro volte premiato con la medaglia d’oro a Lahti 2017 e recentemente tornato a fregiarsi del titolo di campione del mondo nella prova a squadre iridata di Trondheim. Ma non solo. Johannes Rydzek è anche stato campione olimpico nella Gundersen e nella prova a squadre ai Giochi di Pyeongchang 2018 e ha vinto per 5 volte la classifica generale del Summer Grand Prix, fermandosi a 2 secondi posti nel bilancio dei piazzamenti nella generale di Coppa del Mondo. Come detto, la vittoria in Coppa del Mondo mancava per lui da tanto tempo, ben 6 anni, ovvero lo stesso intervallo di tempo che separa la sua età (è un 1991) da quella della sorella che di anni ne ha 27 ed è nata nel 1997. Curioso che la vittoria che da tempo inseguiva sia arrivata proprio in Finlandia, lo stesso paese dove poi a fine stagione sarebbe arrivata la prima – e in realtà anche la seconda – vittoria in Coppa del Mondo di Coletta.
Dall’esperienza e dai risultati del fratello, Coletta Rydzek non può che trarre ispirazione. E così quando la Coppa del Mondo torna in Finlandia, dove lei ha ottimi ricordi non solo per la vittoria di Johannes di qualche mese prima ma anche perché a Lahti aveva fatto segnare il miglior risultato in carriera nel 2024 (2ª nella sprint), Coletta si fa trovare pronta. Raggiunge la finale e schianta in un colpo solo specialiste delle sprint come Kristine Stavås Skistad, Nadine Fähndrich e Johanna Hagström, centrando la sua prima vittoria in Coppa del Mondo. “Non avrei mai pensato di riuscire a raggiungere questo risultato”, commentava a caldo Rydzek alla FIS. E invece ce l’ha fatta e si spinta anche oltre: è suo il timbro sulla vittoria della Germania nella team sprint del giorno dopo, davanti a Svezia e Svizzera e coincide con la seconda vittoria in Coppa del Mondo in due giorni. Se saprà ripetersi nelle prossime stagioni solo il tempo potrà dircelo, ma intanto Coletta Rydzek continua a lavorare seguendo le orme del fratello Johannes. Lui aveva vinto in Finlandia nella prima tappa stagionale nella combinata nordica, lei ha vinto sempre in Finlandia nell’ultima tappa stagionale nello sci di fondo. Un cerchio che si chiude, come un abbraccio.