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Lo spunto di Zorro – Alla vigilia dei Mondiali: “A Trondheim le condizioni meteo e di neve saranno decisive. Pellegrino può sognare la medaglia”

A una giornata dall’inizio dei tanto attesi Campionati Mondiali di sci nordico di Trondheim ritorna l’appuntamento settimanale con la rubrica Lo spunto di Zorro, incentrata sulle tematiche più interessanti e attuali riguardanti lo sci di fondo internazionale. Grazie alla compagnia e alla competenza di Cristian Zorzi ci siamo addentrati in alcune previsioni riguardanti in particolare le prime due gare del weekend: la sprint a skating, dove l’Italia si gioca la sua carta da medaglia più pesante con Federico Pellegrino, e lo skiathlon. Secondo Zorzi la località norvegese potrà aggiungere diverse insidie, essendo un contesto variabile dal punto di vista meteorologico che di conseguenza andrà ad influenzare anche le condizioni di neve; a suo dire, i tecnici dei materiali (compreso lui stesso) avranno dei bei grattacapi nel trovare la soluzione più efficace.

IL CONTESTO TRONDHEIM: “Dal punto di vista meteo e della neve, Trondheim è davvero un postaccio. Si trova in mezzo ai fiordi e soprattutto in questo periodo di fine febbraio le condizioni cambiano velocemente. Mi ricorda un po’ quando corsi i Mondiali in Giappone: in una giornata si passò da condizioni ottime di freddo e neve dura a pioggia e vento forte; da questo punto di vista, credo che Trondheim sia abbastanza simile e lo si è visto sia l’anno scorso nei pre-mondiali che in passato in Coppa del Mondo. Credo che le condizioni della neve e meteorlogiche la faranno abbastanza da padrone: dal giorno prima al giorno dopo si rischia di incappare in condizioni completamente opposte e bisognerà essere rapidi e svelti a leggere tutte le situazioni in evoluzione. Per i tecnici degli sci sarà una situazione complessa, dovranno essere bravi e rapidi a capire al meglio i tipi di attrezzi e di prodotti da utilizzare per una preparazione ottimale. La pista invece è molto tecnica e abbastanza dura, caratterizzata da un continuo saliscendi: l’uscita dallo stadio prevede subito un bel tratto in salita, che poi ovviamente a fine giro si tramuta in una discesa. Qualcuno può anche permettersi di provare ad attaccare sull’ultima salita, scavare un gap in discesa per poi spingere ancora nel finale; basterà solo volerlo”. 

LA SPRINT A SKATING: Federico Pellegrino dalla sua ha qualcosa che nessun altro ha e sa sfruttare come lui, ovvero l’esperienza. Su una pista così, nonostante qualche mancanza fisica e acciacchi dovuti a strategie di allenamento e all’età, ha le sue possibilità. Ribadendo anche il discorso che ci sono solo quattro atleti per nazione, le vere insidie potrebbero partire dalla semifinale e non subito dai quarti come spesso capita in Coppa del Mondo. Teoricamente ci saranno meno atleti in grado di rovinare i piani fin dall’inizio. Credo che Pellegrino possa aggrapparsi al sogno di una medaglia, ce la può fare. Per quanto riguarda i super favoriti, sicuramente davanti a tutti c’è Klæbo, non solo per le salite ma anche per la scaltrezza che ha nel muoversi in discesa. Ha sempre dei buoni materiali, ma è anche eccellente nel riuscire a farli scorrere, questo gli va riconosciuto. È sempre lucido e quindi fa la differenza anche in questo modo. Comunque stanno ritornando a ottimo livello anche altri suoi colleghi: Erik Valnes, Even Northug, Pål Golberg anche su distanza, poi c’è un Edvin Anger da tenere d’occhio, così come i francesi Chanavat e Chappaz, che è un vero mastino. Al femminile, vedendo il trend di queste ultime gare di Coppa del Mondo, credo che Linn Svahn possa essere competitiva anche per la vittoria. Ha una grande superiorità insieme ad altre svedesi come Sundling e, un gradino sotto, anche Dahlqvist. Sicuramente qualche norvegese come Skistad e Myhre vorrà provare a rovinare i piani alla Svezia; poi attenzione ai soliti nomi noti come Diggins e Faehndrich.

LO SKIATHLON. DOMINIO NORVEGIA?: “Penso che al Mondiale in casa Klæbo vorrà fare tutte le gare e dimostrare di essere all’altezza in tutti i format, quindi mi immagino di vederlo anche al via nello skiathlon. Klæbo cercherà di fare la sua solita gara furba, dato che non gli conviene tentare di fare la selezione prima del finale; peccato per questo ritiro dell’ultimo minuto da parte di Iivo Niskanen, uno dei pochi che avrebbe potuto tentare un’azione da distanza nella frazione in classico e scombinare i piani della gara e del norvegese, costringendolo a impegnarsi fin da subito. A questo punto immagino che i norvegesi la faranno da padrone: attenzione a Golberg che mi sembra ritornato in ottima condizione e di quello sono contento, senza dimenticarci di un atleta straordinariamente completo come Amundsen. Valnes potrebbe fare bene in classico, un giovane come Ree mette sempre un po’ di pepe alla gara. Bisognerà capire chi correrà effettivamente, perché la Norvegia ha una quantità di atleti paurosa. Tra le donne, in base a quanto visto in stagione, ovviamente vedo molto bene Karlsson, Johaug e Slind. Tanto però dipenderà dalle condizioni del tracciato, per cui non escludo a priori neanche Jessie Diggins, soprattutto se ci fosse una pista ghiacciata dove può tenere bene anche in classico e sfruttare le sue doti anche nelle discese. Non mi sposterei più di tanto da questi nomi, sono le super favorite. Su una pista così, considerando i suoi impegni a questo Mondiale, non sono sicuro che Pellegrino prenda parte alla skiathlon: come Italia, in una tipologia di gara del genere, possiamo puntare a una top 15 come buon risultato, mentre in altre prove avremo maggiori possibilità di essere protagonisti; vedremo se i nostri saranno sempre assistiti da un buon materiale, perché questo potrebbe davvero fare la differenza e aprire anche a risultati ottimi, poco pronosticabili alla vigilia“.  

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