Nella folle stagione segnata dal covid può anche accadere che un atleta salti una gara nonostante sia lui che i componenti dello staff tecnico della sua nazionale siano negativi al virus. È quanto accaduto a Ruka, dove l’islandese Snorri Einarsson era stato messo in quarantena giovedì, dopo che un membro del team dell’Islanda era risultato positivo al tampone. A differenza di quanto accaduto con il risultato del tampone dell’allenatore norvegese Nossum, l’esito del secondo test PCR sul presunto positivo della nazionale islandese non è arrivato prima della sprint, così ad Einarsson non è stato permesso di prendere parte alla gara che ha aperto la stagione di Coppa del Mondo.
La situazione è è stata chiarita dalla FIS: «Nel test fatto all’arrivo a Ruka, un membro della squadra islandese è risultato positivo. Ciò ha portato l’intera squadra ad entrare in quarantena in attesa dell’esito del secondo test. La consegna del risultato è stata ritardata ed è arrivata solo dopo l’inizio della competizione odierna. Il risultato del test PCR è risultato negativo. La squadra islandese non era stata informata di alcuna possibilità per ottenere il risultato del test in modo più veloce».
Per questo motivo la FIS ha deciso di ammetterlo all’individuale di sabato, considerandolo come ultimo in classifica nella sprint. «In questo modo Snorri Eythor Einarsson non ha potuto competere nella gara sprint di venerdì. Per decisione della FIS, gli sarà consentito di partire sabato e domenica, e gli sarà concesso lo stesso tempo dell’ultimo sciatore della sprint di venerdì».
Immaginiamo che Einarsson non avrà certo reagito bene a questa vicenda che l’ha visto suo malgrado protagonista.
Fondo – Caos tamponi a Ruka: risultato del test in ritardo, così l’islandese Einarsson ha saltato la sprint
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